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“Piccoli suicidi tra amici” (Arto Paasilinna, 1990)

20150324131543_5-suicidi_coverTitolo originale: Hurmaava Joukkoitsemurha
Anno della pubblicazione originale: 1990
Prima edizione italiana: Iperborea, 2006
Nr. pagine: 272

Notte di San Giovanni, Finlandia. Mentre tutti si preparano a festeggiare, qualcuno decide di farla finita una volta per tutte. È l’imprenditore Onni Rellonen, reduce da una lunga sfilza di fallimenti. Pistola alla mano, Rellonen sceglie un piccolo fienile abbandonato e scopre con sorpresa che è già occupato: anche il vecchio colonnello Hermanni Kemppainen vuole abbandonare questa valle di lacrime.

I due stringono amicizia (l’uno non prima di aver salvato l’altro dal tentato suicidio!) e arrivano alla conclusione che ci dev’essere qualcuno, là fuori, nelle loro stesse condizioni. Decidono così di mettere un annuncio sul giornale per raccogliere quanti più aspiranti suicidi possibili e organizzare un suicidio di massa. Più di seicento candidati, una riunione di gruppo e un pullman di lusso dopo, trenta aspiranti suicidi partono per un viaggio tra Capo Nord, Svizzera e Portogallo alla ricerca del modo più glorioso, indolore e dignitoso di morire. Ma «i migliori piani dei topi e degli uomini / van spesso di traverso», come diceva Robert Burns, e così la gang di sciagurati si ritrova a fare i conti con una forza più potente della loro determinazione a morire

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“La verità sul caso Harry Quebert” (Joël Dicker, 2012)

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Titolo originale: La vérité sur l’affaire Harry Quebert
Anno di pubblicazione: 2012
Nr. pagine: 779

Ricordo bene il periodo in cui ho letto questo libro. Avevo appena terminato “Sostiene Pereira” di Antonio Tabucchi subito dopo “Medicine e bugie” di Salvo Di Grazia, “Uno studio in rosso” di Arthur Conan Doyle (dall’edizione Mammut della Newton Compton) e, preso dalla febbre dei suoi dischi più famosi nonché nutrito dal sano fanatismo, l’autobiografia di Frank Zappa. Avevo voglia di un bel giallo che fosse veloce da leggere e facile da digerire, ma non avevo la benché minima voglia di tornare a leggere di quanto fosse brillante Sherlock Holmes.

(Un grandissimo sbaglio, lasciatemelo dire.)

Potevo prendere qualcosa dalla mia libreria, qualunque altra cosa. Invece ho scelto di comprare da Amazon questo giallo di Joel Dicker. L’avevo adocchiato per un po’ di tempo alla libreria della stazione di Genova Piazza Principe, dove mi capita di intervistare viaggiatori per lavoro. Mi aveva incuriosito la trama: il cadavere di una ragazzina di 15 anni, scomparsa nel 1975, viene rinvenuto nella cittadina di Aurora, nel New Hampshire. Per una serie di coincidenze, il best-seller americano Harry Quebert viene accusato di avere ucciso la giovane ragazza, così il suo amico nonché allievo Marcus Goldman,  colto nel frattempo dal blocco dello scrittore, si assume il compito di provare la sua innocenza. Ma l’inchiesta in quella piccola cittadina del New Hampshire fa tornare a galla antichi dissapori e rimette in discussione il piccolo e grande mondo di Marcus, perfino l’amicizia con il suo vecchio mentore…

… be’, avevo chiesto qualcosa di facile e veloce, ma questo libro è davvero ridicolo.

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“Sorella, mio unico amore” (Joyce Carol Oates, 2008)

cover

La copertina italiana (2008)

Titolo originale: My Sister, My Love
Anno di pubblicazione: 2008
Nr. pagine: 667

Questo libro fa male. Ti penetra come farebbe l’ago di una siringa se fosse in mano a un’infermiera nervosa: grossolanamente, goffamente, lacerando la pelle in cerca di un punto dove lasciar scorrere il magma emotivo. La prosa densa dovrebbe rendere la voce di un ragazzo di 19 anni, ma i toni claudicano fra maturità e puerilità, tra la necessità di dover “vuotare il sacco” su un mistero mai risolto e l’incapacità (forzata?) di voler ricordare perfino il più piccolo fra i dettagli importanti.
Un’impresa titanica, una fatica che si trasferisce dall’autore al lettore come un compito da tramandare di generazione in generazione; una responsabilità, a tratti, troppo grossa da mandare avanti.

Eppure…

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