Recensioni

“I veleni della dolce Linnea” (Arto Paasilinna, 1988)

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Titolo originale: Suloinen Myrkynkeittäjä
Anno di pubblicazione originale: 1988
Prima edizione italiana: Iperborea, 2003
Nr. pagine: 224

Torno a leggere Paasilinna dopo la parentesi Ágota Kristóf e la sua stupenda “Trilogia della città di K” (che recensirò prossimamente) ma se il libro precedente mi aveva preso fin da subito trasmettendomi emozioni palpabili, “I veleni della dolce Linnea” si è rivelato invece una mezza delusione. Non fraintendiamoci: Paasilinna resta magistrale nell’esecuzione, col suo stile che mescola satira e fredda ironia finlandese, eppure stavolta mi sono trovato di fronte a un libro sottotono con alcuni spunti certamente interessanti.

La vecchia Linnea Ravaska riceve mensilmente il nipote Kauko e i suoi amici Pera e Jari, ma non si trattano di visite di piacere: il gruppetto capeggiato da Kauko è infatti un trio di disadattati sociali dediti alla violenza, all’ubriachezza molesta e al furto, dai quali l’anziana vedova non viene risparmiata. Dopo aver firmato un testamento a favore di Kauko e oramai stanca delle continue vessazioni, Linnea decide di confessare tutto alla polizia e di rifugiarsi dal suo vecchio amico nonché ex amante, il dottor Jaakko Kivistö. I tre disadattati escogitano piani su piani per perpetrare vendetta verso la donna traditrice mentre la vecchia Linnea, prima per curiosità e poi per istinto di protezione, pensa di ricorrere a un’arma antica, letale e subdola per difendersi: un potentissimo veleno fatto in casa, gli ingredienti ottenuti con le ricette dell’amico Jaakko.

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“Piccoli suicidi tra amici” (Arto Paasilinna, 1990)

20150324131543_5-suicidi_coverTitolo originale: Hurmaava Joukkoitsemurha
Anno della pubblicazione originale: 1990
Prima edizione italiana: Iperborea, 2006
Nr. pagine: 272

Notte di San Giovanni, Finlandia. Mentre tutti si preparano a festeggiare, qualcuno decide di farla finita una volta per tutte. È l’imprenditore Onni Rellonen, reduce da una lunga sfilza di fallimenti. Pistola alla mano, Rellonen sceglie un piccolo fienile abbandonato e scopre con sorpresa che è già occupato: anche il vecchio colonnello Hermanni Kemppainen vuole abbandonare questa valle di lacrime.

I due stringono amicizia (l’uno non prima di aver salvato l’altro dal tentato suicidio!) e arrivano alla conclusione che ci dev’essere qualcuno, là fuori, nelle loro stesse condizioni. Decidono così di mettere un annuncio sul giornale per raccogliere quanti più aspiranti suicidi possibili e organizzare un suicidio di massa. Più di seicento candidati, una riunione di gruppo e un pullman di lusso dopo, trenta aspiranti suicidi partono per un viaggio tra Capo Nord, Svizzera e Portogallo alla ricerca del modo più glorioso, indolore e dignitoso di morire. Ma «i migliori piani dei topi e degli uomini / van spesso di traverso», come diceva Robert Burns, e così la gang di sciagurati si ritrova a fare i conti con una forza più potente della loro determinazione a morire

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